Arciconfraternita delle Anime Sante del Purgatorio

Istituita il 9 ottobre 1615 dal parroco della Chiesa di San Bartolomeo Don Giacomo Pregadio che proprio in quell'anno fece costruire una cappella dedicata al culto delle Anime del Purgatorio.
Il 22 agosto 1616, con una Bolla, la Congregaottenne da Papa Paolo V l'aggregazione alla Compagnia della Morte che ha sede in Roma. Fu denominata anche Confraternita della Buona Morte in quanto Carlo IV Re di Spagna la investì dei poteri di assistere i condannati alla pena capitale e di liberarne tre il 2 novembre di ogni anno.
In virtù dei titoli di “Venerabile” e “Lata” che le furono attribuiti dal viceré di Sicilia nel 1712 fu chiamata “Arciconfraternita”.
Ai nostri giorni, come recita l'art. 4 dello Statuto approvato il 12 marzo 1988, possono far parte dell'arciconfraternita tutti i cittadini di sesso maschile che professano la religione cattolica e che hanno compiuto il quindicesimo anno di età.
L'arciconfraternita ha lo scopo di divulgare la fede cristiana e di tenere vivo il culto dei morti, operando nel rispetto delle tradizioni e del dettato delle Sacre Scritture; mira a promuovere ogni azione rivolta all'incremento del patrimonio morale e religioso dei confrati per una vita socialmente tendente ad opere di solidarietà cristiana.
L'insegna del rettore è un'asta in legno sulla cui sommità è collocato un teschio con due ossa incrociate realizzate integralmente in osso.

La chiesa di appartenenza è la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, eretta e costruita ad opera dell'arciconfraternita nel 1671, sorge fra quella di San Tommaso ed il Collegio di Maria. Edificata nel 1671, entra nella scenografia architettonica della Piazza F.sco Paolo Neglia con la facciata esposta ad ovest, mentre la fiancata laterale libera, esposta a sud, disegna di scorcio le linee prospettiche che si perdono nella via Anime Sante. E' un edificio ad unica navata, in stile barocco; la facciata è impreziosita da un portale che denuncia chiaramente le sue origini stilistiche tramite la cosiddetta “eresia barocca” che lo contraddistingue, ossia la caratteristica rottura della trabeazione dell'ordine architettonico tipica appunto del periodo barocco; il portale, in pietra rossa, presenta fregi, cornici e colonne corinzie molto caratterizzanti.
L'interno della chiesa è sormontato da una volta a botte, ornata da stucchi di gesso a figurazioni floreali, dove il pittore fiammingo Guglielmo Borremans inserì tra il 1720 ed il 1723, dipinte a fresco, alcune scene raffiguranti “la Gloria della Madonna con Papa Urbano VIII”, “il trionfo della fede” e “la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso”. Sull'altare maggiore si trova un dipinto del pittore ennese Saverio Marchese, titolato “il Purgatorio”. Notevole è il pulpito ligneo del 700, posto nella navata, ornato di splendide sculture. Infine la pregevole pavimentazione in maiolica ornata con motivi floreali che ricopre l'intero piano di calpestio della navata e del coro.

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