Confraternita Opera Pia San Rocco

Il culto del Santo di Montpellier, con molta probabilità è stato fatto attecchire e successivamente sviluppato nei nostri territori e su tutte le terre affacciate sull’ Adriatico dalla Serenissima Repubblica di Venezia agli inizi del 500, in particolare il culto a Ruvo si è esteso quando secondo la tradizione che vuole che proprio San Rocco, durante una terribile pestilenza scoppiata in città nel 1502, causata anche dal conflitto in corso tra spagnoli e francesi sia apparso vestito da viandante al primo magistrato e al Vescovo invitandoli a non abbandonare la città e abbia esortato la stessa comunità alla preghiera, grazie proprio a questa intercessione il flagello della pesta ebbe termine.

I ruvesi in segno di profonda gratitudine e mossi da una devozione sempre più crescente, fecero edificare nel 1503 una chiesa dedicata a San Rocco, l’edificio fu consacrato lo stesso anno dal Vescovo , Francesco Spalluzio, nativo di Bisceglie.

Come si è detto la devozione al Santo andava sempre più aumentando, infatti in quegli anni proprio nella stessa chiesa un gruppo di devoti ferventi si unisce in una congregazione intitolata a San Rocco, nasce così la nostra Confraternita.

La testimonianza della Confraternita si evince dalla lapide con bassorilievi, inscritta sul lato nord della chiesa dove sono elargite le indulgenze concesse da Papa Gregorio XIII, il 28 ottobre 1576, tale iscrizione colloca la congrega di San Rocco come più antico sodalizio della città.

La Confraternita era contraddistinta per la sua modestia in quanto i suoi congregati di estrazione sociale molto umile, in gran parte costituita da contadini che non possedevano terre e che vivevano dei lavori stagionali della mietitura e della vendemmia, per questa sua caratteristica che andava anche ad incidere sull’ aspetto spirituale anchesso molto semplice, portarono il vescovo Gaspare Pasquali nella sua relatio del 1593 a definirla povera.

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